Stufati di Teggiano – Wikipedia

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Gli stufati di Teggiano sono un piatto tipico dell’omonimo comune, nel Vallo di Diano (in provincia di Salerno), che viene tradizionalmente preparato nei giorni di vigilia in cui è consigliato mangiare di magro secondo i precetti della Chiesa cattolica: tipicamente la sera di Natale.

Si preparano cuocendo gli spaghetti in acqua salata e togliendoli dal fuoco quando sono ancora molto al dente; quindi scolati accuratamente e disposti in un tegame a strati successivi, vengono conditi con alici sotto sale (pulite e spezzettate), uva passa (in genere bianca), mollica sbriciolata finemente, una salsettina ottenuta lasciando cuocere, poco e dolcemente, una porzione degli ingredienti di condimento (le alici spezzettate, la mollica sbriciolata e l’uvetta) in olio d’oliva (finché le alici non si sono sciolte e gli acini d’uva indorati). Riempito il tegame, si termina il condimento con un’abbondante copertura di mollica e un generoso filo di olio di oliva. Anticamente, il tegame veniva coperto e posto sulla brace del focolare, mentre sul coperchio veniva disposta altra brace (come se fosse stato posto in una stufa, da cui il nome) e si lasciavano gli “stufati” a cuocere lentamente, in tal modo, finché non diventavano in parte croccanti; oggi si preferisce la cottura in forno da cucina a gas o elettrico.

Nel 2015 il piatto ha ottenuto la certificazione dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani[1].


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