Palazzo Michiel dalle Colonne, Venezia


IL Palazzo Michiel Dalle Colonne è un Barocco palazzo in stile situato sulla riva settentrionale del Canal Grande nel sestiere di Cannaregio In Venezia, Italia. Si tratta di un edificio a sud della confluenza del Rio dei Santissimi Apostoli con il Canal Grande, accanto al Palazzo Michiel del Brus e attraverso il Canale da Rialto Mercato e Campo della Pescaria. Il palazzo è indicato anche come Palazzo Michiel Dalle Colonne a Santa Sofia.

Facciata del Canal Grande

Storia(modificare)

L’attuale facciata è dovuta principalmente a ricostruzioni dell’originale Gotico-bizantino palazzo durante i secoli XVII e XVIII, la ricostruzione più importante fu opera dell’architetto Antonio Gaspari (1656-1723). Il palazzo ebbe nel corso dei secoli numerosi proprietari tra cui il Grimani E Zenone famiglie.

Nel XVII secolo fu acquistato da Ferdinando Carlo Gonzaga Nevers, duca di Mantova e del Monferrato. È descritto come un principe innamorato dei piaceri dissoluti, comprese le donne, specialmente quelle pesanti e grandi, e dal carattere infame. Il Tassini, citando la Storia d’Italia di Botta, lo descrive come un dissoluto che teneva il palazzo serraglio, governato dalla Contessa Calori. Muratori nei suoi Annali descrive il Duca come sempre avventuroso al carnevale di Venezia procurarsi la gloria di primeggiare su tutti nella ricerca del piacere.(1) Altri hanno detto per tutta la notte il suo palazzo era teatro di rappresentazioni teatrali di donne dissolute, con musiche e banchetti, tanto che aveva un nome peggiore di Sardanapalo di vecchio.(2)

Tuttavia il regno di questo Duca fu sfortunato. Durante Guerra di successione spagnolafavorì i francesi, vendendo addirittura nel 1681 la fortezza di Casale Monferrato a scopo di lucro. Negò queste manipolazioni ai suoi signori austriaci, ma stanchi del suo inganno, nel 1707, lo esiliarono in questo palazzo, dove portò quante più statue, dipinti e oggetti preziosi poteva trasportare. Abbandonato da tutti, il 30 giugno 1708 fu dichiarato criminale dall’imperatore, e morì pochi giorni dopo a Padova. Fu sepolto nella chiesa di Santa Sofia di quella città.

I suoi eredi vendettero presto il palazzo al conte Conigli di Verona, che lo possedeva nel 1712, ma nel 1716 era di proprietà di Marcantonio Michielmarito di Giustina Renier. Nel 1716 ospitò Michiel dalle Colonne Federico Augusto I di Sassoniapoi duca di Varsavia, e Karl Albrecht, elettore di Baviera (e futuro Carlo VII, imperatore del Sacro Romano Impero) e sua madre. I Michiel aggiunsero un terzo piano e aggiunsero decorazioni interne sotto lo scultore Michelangelo Morlaiter e pittore Francesco Zanchi. Successivamente il palazzo passò in eredità alla famiglia Martinengo.(3)

Il palazzo, sotto i Martinengo, subì importanti rifacimenti dopo la metà dell’Ottocento. Nel XX secolo il palazzo svolse molte funzioni, tra cui gli uffici del Partito Fascista (Casa del Fascio) e altri ministeri. Gli affreschi settecenteschi del palazzo del Franchi raffigurano il Allegoria della Vittoria, Trionfo del meritoE Allegoria dell’Abbondanza al piano nobile e al piano superiore, Allegoria della Pace.(4)

Riferimenti(modificare)

45°26′25″N 12°20′07″E/45.4403°N 12.3352°E / 45.4403; 12.3352




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