Palazzo Cappello Layard – Wikipedia


Palazzo a Venezia, Italia

Ca’ Cappello-Layard – Facciata sul Canal Grande

IL Palazzo O Ca’ Cappello Layard è un palazzo situato nel sestiere Di San Polo Di VeneziaItalia, affacciato sul Canal Grande alla confluenza tra questo ed i minori Rio di San Polo e Rio delle Erbe. Sul Canal Grande, si trova tra Palazzo Barbarigo della Terrazza E Palazzo Grimani Marcello. È particolarmente degno di nota per essere stato la residenza di Austen Henry Layardscopritore di Ninive.

Descrizione(modificare)

Situata alla confluenza di tre canali, è quindi una struttura insolita in quanto presenta tre facciate anziché quella consueta.(1)

  • Facciata sul Canal Grande. È la più ampia delle facciate, è caratterizzata da un aspetto sobrio e da un gran numero di monofore. Il primo piano nobile è arricchito da una grande trifora rettangolare che si apre su un terrazzo accanto a Palazzo Grimani Marcello
  • Facciata sul Rio delle Erbe. La meno imponente delle facciate
  • Facciata sul Rio di San Polo. È arricchita da due trifore balconate, con elaborati capitelli, affiancate da un’elegante coppia di monofore. Arricchiscono la facciata ottocentesche patere in pietra scolpita, di gusto romanico.

Origini e ciclo di affreschi perduto di Veronese e Zelotti(modificare)

Ca’ Cappello è un grandioso palazzo di origine gotica, ma sostanzialmente ristrutturato nel corso del Cinquecento sotto la direzione del suo proprietario, il procuratore di San Marco Antonio Cappelloche aveva curato alcuni dei più importanti progetti di costruzione e ristrutturazione della Venezia del Cinquecento, in particolare l’avvio dei lavori Ponte di Rialtol’edificazione del Biblioteca Nazionale Marciana e la direzione dei lavori della Scala d’Oro a Palazzo Ducale o la ristrutturazione della stanza del Consiglio dei Dieci all’interno del palazzo.

Per queste importanti opere Antonio aveva spesso incaricato pittori Paolo Veronese E Giovanni Battista Zelotti, al quale ebbe legami tramite il comune amico Michele Sanmicheli. Veronese e Zelotti furono così incaricati di decorare con affreschi il rinnovato palazzo rinascimentale.(2) Il ciclo di affreschi fu notato da Giorgio Vasari come una delle opere notevoli del Veronese “che dipinse col medesimo (Zelotti) la facciata del palazzo di M. Antonio Cappello che è in Venezia prospiciente il Canal Grande”. Gli affreschi furono descritti più estesamente dagli eruditi Carlo Ridolfi nel suo 1648 Le Meraviglie dell’arte, “colorò sopra il Canal Grande nella casa de’ Cappelli Veronese alcune figure di Cerere, Pomona, Pallade ed altre divinità. Le figure sopra furono dipinte dal suo amico Zelotti”.(3) Il ciclo non è sopravvissuto a lungo. Nel suo 1674 Miniere della Pittura Veneziana l’erudito Marco Boschini notò l’opera sopravvissuta ma danneggiata di Zelotti e scrisse che molto era già andato perduto in un incendio.(4) Le divinità dipinte dallo Zelotti erano però ancora visibili nel 1760 quando Anton Maria Zanetti stampato il suo Varie Pitture a Fresco de principali maestri Venezianie riprodotto in incisioni le quattro figure superstiti.(5) Non è certo quando questi affreschi rimasti e consunti andarono definitivamente perduti, ma nel XIX secolo certamente non erano più visibili.

Ca Cappello e il salone dei Layardi(modificare)

Ritratto di Mehmet II di Gentili Bellini, C. 1481, 69,9×52,1 cm, National Gallery, Londra, originariamente nella Layard Gallery di Ca Cappello

Ca Cappello fu acquistata, in una data variamente indicata dalle fonti tra il 1874 e il 1878, dall’archeologo, diplomatico e politico inglese Austen Henry Layard, con l’aiuto del decano della comunità britannica a Venezia, lo storico Rawdon Brown.(6) Layard, che aveva spedito la sua grande collezione di dipinti del Rinascimento italiano a Venezia nel 1875, abitò stabilmente il palazzo dopo il suo ritiro dalla carriera diplomatica dopo la debacle politica di Istanbul e il profondo disaccordo con Gladstone fino alla morte per cancro, in occasione di una rara visita a Londra, nel 1894.(7) Gli affreschi dello Zelotti e del Veronese non erano più visibili, ma Layard compì importanti lavori di ristrutturazione del palazzo. Il feltro rosso, giallo e verde ricopriva le pareti interne e le sete spagnole addobbate all’esterno dei balconi e delle finestre conferivano al palazzo un aspetto inconfondibile. Rilievi assiri da Ninive e un pezzo funerario ellenistico da Samo furono installati nel muro della scala, anche se nel 1892 furono donati al Museo Civico Correre sostituiti con dipinti floreali di artista napoletano Francesco Lavagna.

Più significativa era la collezione di dipinti riunita dai Layard in una galleria del palazzo, di cui l’opera più significativa è il Ritratto di Mehmet II di Gentili Bellini. Per il particolare prestigio di Layard, il palazzo divenne ben presto luogo di incontro dei “massimi rappresentanti dell’intellighenzia culturale, politica e diplomatica britannica e internazionale tra l’ultimo quarto dell’Ottocento e il primo decennio del XX”.(8) I Layard crebbero rapidamente all’interno di una fiorente comunità di espatriati a Venezia, il loro mecenatismo ne assicurò l’edificazione Chiesa anglicana di San Giorgio a Veneziadove le vetrate commemorano il fondatore.(9) La morte di Austen Henry Layard non interruppe l’attività sociale e la sua vedova, Lady Enid, mantenne un’attività sociale altrettanto intensa nel palazzo. L’intensa attività sociale attorno al salone di Austen Henry Layard e di sua moglie Enid è registrata nel diario di Lady Layard. I visitatori frequenti includevano storici dell’arte John Ruskin E Giovanni Morelliil poeta vittoriano Roberto Browningdelle cui capacità poetiche Lady Layard aveva una bassa opinione, e lo storico Orazio Marronenonché nobili locali come la contessa Annina Morosini, presumibilmente la donna più bella della Venezia dell’epoca, ma che Lady Layard trovò “volgare”. La famiglia reale riconosceva i Layard, e Lady Enid in particolare godeva di un rapporto speciale con loro la regina Alessandra e l’imperatrice consorte tedesca Vittoria. Scrivendo di Lady Layard nel 1898 la sua amica Signora Gregorio ricordava che “l’imperatore (il Kaiser, figlio dell’imperatrice Vittoria) passando davanti a questa casa (Ca Cappello) riconobbe Lady Layard sul balcone e si toccò il cappello due o tre volte”. Nel 1911 il Kaiser Guglielmo II di Germania E Lord Kitchener tenne anche riunioni private a Ca Cappello.

Storia successiva e scambio controverso(modificare)

La morte di Lady Layard nel 1912 e lo scoppio della guerra misero fine al ruolo di Ca Cappello come principale salotto letterario e sociale a Venezia. Successivamente fu acquisito dalla famiglia Carnelutti, per poi passare nel 1967 in possesso della Università Ca’ Foscari di Venezia.

Attualmente è oggetto di una controversa operazione di permuta che lo vedrebbe trasferito, insieme al palazzo cinquecentesco Ca Bembo e il moderno Palazzo Cosulich, altri due immobili universitari, a un fondo di investimento immobiliare in cambio di un edificio del 1957 dell’ex azienda elettrica statale. Lo scambio ha suscitato numerose critiche e inchieste settimanali L’Espresso ha constatato l’assenza di un’asta pubblica e problemi legati ad un’apparente violazione – solo supposta – della legge italiana sul patrimonio, che vieta lo scambio dei beni vincolati.(10) Il cancelliere Carlo Carraro ha difeso l’operazione per ragioni di bilancio, sostenendo che aiuterà a evitare grandi tagli alle borse di studio e ai finanziamenti per la ricerca.(11)

Riferimenti(modificare)

  1. ^ Marcello Brusegan, I Palazzi di Venezia Newton & Compton, Roma 2007, pag. 51.
  2. ^ Lotto, A. Aspetti della committenza veneziana in riferimento all’opera di Battista Zelotti tesi di dottorato presso l’Università Ca Foscari Venezia (UNIVE), aa 2007-2008, p.116-119, consultabile online all’indirizzo http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/1241/Aspetti%20della%20committenza%20veneziana%20-%20con%20foto%20e%20albero.pdf?sequence=2
  3. ^ Ridolfi, C. Le maraviglie dell’arte ovvero le vite de gl’illustri pittori veneti e dello statoVenezia, 1648 p.308
  4. ^ Boschini, M. Le ricche miniere della pittura Veneziana: San Polo, Venezia, 1674, p. 6
  5. ^ Zanetti, AM Varie pitture a fresco de principali maestri Veneziani: ora per la prima volta con le stampe publicatoVenezia, 1760
  6. ^ Hutton, L. Monumenti letterari di VeneziaNew York, 1896, pp.39-40
  7. ^ Mamoli-Zorzi, R. Enid e Henry Austen Layard: collezionismo e mondanità a Palazzo Cappello in Bisutti, F. & Celotti, M. Personaggi stravaganti a Venezia tra ‘800 e ‘900: Le storie del FAI/1Venezia, 2010, pp. 75-96
  8. ^ Righetti, A. Layard tra gli intellettuali inglesi e americani in Italia a Fales, FM e Hickey, BJ Austen Henry Layard tra l’Oriente e VeneziaRoma, 1983, p.104
  9. ^ Pemble, J. Gli stranieri residenti nella Venezia dell’Ottocento: mito e realt in Griffiths, RA e Law, JE Rawdon Brown e il rapporto anglo-venezianoStroud, 2005, pp.50-53
  10. ^ “Ca’ Foscari, tre sedi storiche in svendita Studenti e professori contro il Rettore”. 27 gennaio 2014.
  11. ^ “Tagli ai servizi se non vendiamo i palazzi” Gazzettino di Venezia, 3 Dicembre 2013

45°26′10″N 12°19′48″E/45.4362°N 12.3301°E / 45.4362; 12.3301




Source link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto