Opere di Eugenio Montale: tutto sull’argomento

Carnevale di Gerti

Carnevale di Gerti è una poesia composta da Eugenio Montale nel 1928, e fa parte della raccolta Le occasioni.

Cigola la carrucola del pozzo

Cigola la carrucola del pozzo è una poesia della raccolta Ossi di seppia, scritta da Eugenio Montale.

Dora Markus

Dora Markus è una lirica della raccolta Le occasioni di Eugenio Montale, forse una delle più note.

Farfalla di Dinard

La Farfalla di Dinard è una raccolta di racconti brevi scritti tra il 1946 e il 1950 da Eugenio Montale per la terza pagina del Corriere della Sera e del Corriere d’Informazione e pubblicati nel 1956 da Neri Pozza. Questi racconti sono scritti in un linguaggio comune e traggono spunto da fatti o personaggi reali. La raccolta prende il nome da uno dei racconti, ambientato nella cittadina francese di Dinard.

Felicità raggiunta

Felicità raggiunta è una poesia di Eugenio Montale facente parte della raccolta Ossi di seppia.

Fine dell’infanzia

Fine dell’infanzia è una poesia di Eugenio Montale, facente parte della raccolta Ossi di seppia pubblicata nel 1925.

Forse un mattino andando in un’aria di vetro

Forse un mattino andando in un’aria di vetro è una poesia di Eugenio Montale pubblicata nell’omonima sezione della raccolta Ossi di seppia nel 1925.

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale è la poesia n. 5 di Xenia II di Eugenio Montale, poi inserita all’interno della raccolta Satura. È una delle più note liriche scritte in memoria della moglie Drusilla Tanzi, ed è stata composta nel novembre del 1967.

I limoni

I limoni è una poesia di Eugenio Montale che appartiene alla raccolta Ossi di seppia.

Meriggiare pallido e assorto

Meriggiare pallido e assorto è una poesia di Eugenio Montale, parte della raccolta intitolata Ossi di seppia e più precisamente della sezione dei cosiddetti “Ossi brevi”.

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato è una poesia scritta nel 1923 da Eugenio Montale. Apre l’omonima sezione nell’opera Ossi di seppia.

Non recidere, forbice, quel volto

Non recidere, forbice, quel volto è una poesia di Eugenio Montale del 1937 e fa parte della raccolta Le occasioni. La forbice è un correlativo oggettivo del tempo inesorabile, che il poeta implora di non cancellare dalla sua memoria il ricordo di un volto, probabilmente quello dell’amata.

Non rifugiarti nell’ombra

Non rifugiarti nell’ombra è una poesia di Eugenio Montale facente parte della raccolta Ossi di seppia.

Riviere (poesia)

Riviere è una poesia di Eugenio Montale del 1920. La prima volta è stata pubblicata con Accordi; nel 1925 è stata inserita dall’autore come ultima poesia della raccolta Ossi di seppia. Il componimento è dedicato ad Angelo Barile.

Spesso il male di vivere ho incontrato

Spesso il male di vivere ho incontrato è una poesia di Eugenio Montale pubblicata nell’omonima sezione della raccolta Ossi di seppia nel 1925.

Tentava la vostra mano la tastiera

Tentava la vostra mano la tastiera è una poesia di Eugenio Montale, facente parte della raccolta Ossi di seppia.


Tratto da Wikipedia:

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