Francesco Della Valle – Wikipedia

Francesco Della Valle dal Giornale di medicina militare

Francesco Della Valle (Puccianiello – Caserta, 2 febbraio 1858 – 27 luglio 1937) è stato un medico e generale italiano. Era anche il Direttore Generale della Sanità Militare dal 1920 al 1925.

Carriera militare[edit]

Dopo la laurea nel 1883, Della Valle entrò nella Sanità Militare e nel 1888, ancora giovane tenente, fu assegnato al Ministero della Guerra. Trascorse importanti periodi della sua carriera negli organi centrali del Corpo, acquisendo ampie competenze nell’organizzazione del sistema sanitario del Regio Esercito e in medicina preventiva tra le truppe.[1]

Inizio del periodo bellico[edit]

Allo scoppio del Prima guerra mondialeDella Valle era responsabile dell’Azienda Sanitaria Militare del Comando Supremo Mobilitato come medico colonnelloda dove ha organizzato e coordinato l’enorme sforzo organizzativo e innovativo per stare al passo con il drammatico aumento quotidiano dei bisogni delle forze al fronte dove

l’enorme numero di soldati in campo, l’uso frequente dell’artiglieria, il tipo e il numero dei feriti, le malattie infettive e la durata del conflitto più lunga del previsto, hanno imposto la necessità di un sistema sanitario militare capace di adattarsi alle nuove condizioni di guerra quando la guerra era già iniziata.[2]

Dall’estate del 1915 Della Valle fu membro della ‘Commissione di vigilanza‘ istituito dall’Intendenza Generale del Comando Supremo per ‘la necessità di attivare e integrare i servizi di profilassi’, facilitando l’interazione tra autorità sanitarie civili e militari nella lotta alle malattie infettive nelle zone di guerra.[3] Tale interazione risultava spesso così difficile che lo stesso Della Valle osservava che «si deve considerare che nessun servizio era tanto in contrasto con l’azione del Comando quanto il servizio sanitario per le sue tiranniche esigenze a fini bellici»,[4] pur riconoscendo l’impossibilità di effettuare diagnosi accurate di tipologie di tubercolosi non confermate durante le rapide visite mediche per l’assunzione.[5]

Ambulanza chirurgica dell’Esercito

Il 9 settembre 1917 fu promosso a Francesco Della Valle Maggiore Generale per i suoi eccezionali meriti.[6] Il grande sistema sanitario militare italiano, sotto il suo coordinamento, «doveva gestire il trasporto, la cura e il ricovero di oltre due milioni e mezzo di feriti e ammalati, avvalendosi del Corpo Sanitario Militare e del Croce Rossa Italiana apparato (personale medico e ‘Dame della Croce Rossa‘) assistito da infermieri volontari da vari comitati assistenziali come quelli del Cavalieri di Maltal’Ordine dei SS Maurizio e Lazzaro e dei Gesuiti [7] in 41 mesi di guerra. Nel suo ruolo, Della Valle contribuì allo sviluppo della cosiddetta ‘catena sanitaria’ per il triage e lo smistamento dei feriti dal fronte agli ospedali più idonei di diversa capacità, all’introduzione di ‘ambulanze chirurgiche‘ (al di là del nome, si trattava in realtà di vere e proprie sale operatorie mobili dell’Esercito gestite da medici di elevata competenza chirurgica, allestite su più tende e mezzi), all’interazione tra il sistema sanitario militare e civile e all’istituzione del Università Castrense [8] in San Giorgio di Nogaro (UD) per l’addestramento urgente del gran numero di medici militari necessari per assistere i numerosi feriti.[9]

Periodo di guerra[edit]

Durante tutto il periodo bellico, oltre alla richiamata azione organizzativa e innovativa, Francesco Della Valle contribuì a favorire l’istituzione di consulenze o reparti specializzati negli ospedali militari della zona di guerra, cercando di superare la visione della medicina di guerra come capaci à tout faire.[10] Ha prestato particolare attenzione al contenimento di epidemie castrensi e, più in generale, all’intero problema delle malattie infettive che il fronte ha presentato, andando inevitabilmente a toccare la società civile e la sanità pubblica del territorio.

Nello stesso contesto Della Valle fu attivo nella lotta contro i epidemia di colera del primo periodo bellico [11] (per questo fu insignito della medaglia d’argento al merito di sanità pubblica nel 1916) e nell’utilizzo di ospedali e magazzini di convalescenza per l’isolamento di malati sofferenti o sospettati di essere portatori di malattie infettive epidemiche (anche se vi erano notevoli difficoltà legate alla il frequente sgombero delle strutture sanitarie per esigenze di intervento nelle zone di guerra).[12] Nel 1917 introdusse vaccinazione contro il tifo per le truppe mobilitate.[13]

Dal 1920 al 1925 fu promosso a Della Valle tenente generale, ha guidato la neo costituita Direzione Generale della Sanità Militare promuovendo, attraverso la sua professionalità ed esperienza, il riordino del sistema sanitario dell’Esercito emerso dalla sanguinosa esperienza della Grande Guerra. In questa posizione di ruolo Della Valle organizzò e presiedette il 2° Congresso Internazionale di Medicina Militare e Farmacia [14] in Roma nel 1923, ottenendo apprezzamenti nazionali e internazionali per la preparazione dell’evento e per la quantità e qualità degli articoli scientifici presentati.[15]

Era una rassegna emblematica di come il dramma della guerra avesse spinto la medicina a sperimentare e migliorare terapie, tecniche di intervento, pratiche igieniche e organizzative e pratiche vaccinali. Dal 1920 Della Valle fu Accademico Ordinario della Reale Accademia Medica di Romae dal 1923 fu anche Presidente Onorario del Comitato Permanente per la Sanità Militare Internazionale.[16]

Fine del periodo bellico[edit]

Della Valle merita una menzione speciale per l’attenzione e la cura che dedicò soprattutto durante e dopo la guerra, a testimoniare l’attività e il sacrificio dei tanti medici militari – ufficiali di carriera e complementari – e assistenti sanitari caduti, feriti e inabili da gli eventi della guerra, comprese le varie malattie contratte durante il servizio militare. Negli anni successivi alla fine della guerra fu anche Presidente del ‘Comitato per la celebrazione dei medici caduti in guerra’; in questa carica Della Valle promosse e seguì, affidando il coordinamento al capitano medico Federico Bocchetti – un progetto biennale per la raccolta di documenti e testimonianze, che sfociò nel 1924 nella pubblicazione del ‘Libro d’oro. I medici italiani ai loro eroi’ [17]

L’ultimo incarico istituzionale ricoperto da Francesco Della Valle fu quello di Presidente della ‘Commissione Superiore per le Pensioni di Guerra’, che mantenne fino al 1° febbraio 1933.[18]

Onori e riconoscimenti[edit]

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Croce al merito di guerra

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Grande Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

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Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia

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Medaglia commemorativa della Guerra Italo-Austriaca (1915-1918)

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Medaglia d’argento al merito di sanità pubblica

Medaglia mauriziana al merito per cinquant'anni di carriera militare.png

Medaglia mauriziana al merito per cinquant’anni di carriera militare

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Magistrale Cavaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta

Bibliografia[edit]

  • Angelo Fortunato Formigine, Chi è – Dizionario degli italiani d’oggi, 3a edizione, Formigine Editore, Roma, 1936, p. 305, https://catalog.hathitrust.org/Record/000528002
  • Domenico De Napoli, La Sanità Militare in Italia durante la I Guerra MondialeRoma, editrice APES, pp. 70,78.
  • Federico Marmo, Vincenzo Iura: l’uomo, il soldato, il medico(La sanità militare durante la Prima Guerra Mondiale), https://www.difesa.it/GiornaleMedicina/Pagine/PremioVincenzoIURA.aspx2013.
  • Francesco G. Urbino e Pasquale Urbino, La sanità Militare nella Grande Guerra, in Relazione al XXXIX Congresso Nazionale della Società Italiana di Storia della Medicina, Firenze, 14 giugno 1998.
  • Gianfranco Donelli e Valeria di Carlo, La sanità pubblica italiana negli anni a cavallo della Prima Guerra MondialeRoma, Armando editore, pp. 198-199
  • Gaetano Boschi. La guerra e le arti sanitarieMilano, Mondadori, pp. 160, 166-167, 175-176.
  • Massimiliano Galasso, https://www.difesa.it/GiornaleMedicina/Pagine/LaSanitaMilitareNellaGrandeGuerra.aspx24 maggio 2015.
  • Relazioni del secondo Congresso Internazionale di Medicina e Farmacia militari, in Giornale di Medicina Militare, 1923, pp. 241-386
  • Tenente Generale Medico Francesco Della ValleGiornale di Medicina Militare, 1937, luglio, pp. 684 – 688

Riferimenti[edit]

  1. ^ Giornale di Medicina Militare, 1937, pp. 684-5.
  2. ^ La sanità militare nella Grande Guerra https://www.difesa.it/GiornaleMedicina/Pagine/LaSanitaMilitareNellaGrandeGuerra.aspx
  3. ^ Domenico De Napoli, La Sanità Militare…p.70.
  4. ^ Domenico De Napoli, La Sanità Militare…p.78.
  5. ^ Donelli, Di Carlo, La sanità pubblica…pp. 198-199.
  6. ^ Giornale di Medicina Militare, 1937, p.685.
  7. ^ M. Galasso, 2015.
  8. ^ “Università Castrense”.
  9. ^ M. Galasso, 2015.
  10. ^ G. Boschi, La guerra…pp. 175-176.
  11. ^ G. Boschi, La guerra…, p. 160.
  12. ^ G. Boschi, La guerra…pp. 166-167.
  13. ^ F. Marmo, https://www.difesa.it/GiornaleMedicina/Documents/08_2013/premio_vincenzo_iura/Baragiano_Presentazione_GenMARMO.pdf, p. 16.
  14. ^ Secondo Congresso Int. di Medicina e Farmacia militari, 1923.
  15. ^ Giornale di Medicina Militare, 1937, p. 687.
  16. ^ Giornale di Medicina Militare, 1937, p. 688.
  17. ^ F. Urbino e P. Urbino, La sanità militare…,1998.
  18. ^ Giornale di Medicina Militare, 1937, p. 687.

link esterno[edit]

1. Combattere, Curare, Istruire – Padova “Capitale al fronte” e l’Università Castrense. 19 ottobre 2018 / 6 gennaio 2019 – Padova MUSME Museo di Storia della Medicina. Mostra tematica promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e dalla Fondazione MUSME (https://www.musme.it/combattere-curare-istruire/ e https://padovacultura.padovanet.it/it/attivita-culturali/combattere-curare-istruire)



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