Ci-devant – Wikipedia

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Nel post-rivoluzionario Francia, ci-avanti la nobiltà erano quei nobili che rifiutavano di essere ricostituiti nel nuovo ordine sociale o di accettare uno qualsiasi dei cambiamenti politici, culturali o sociali apportati in Francia dal rivoluzione francese. Si distinguevano spesso per i loro modi tanto quanto per le loro opinioni politiche, che rimasero entrambe fedeli agli atteggiamenti e ai valori della Francia pre-rivoluzionaria.

Il termine ci-avantia sua volta spesso dispregiativo, deriva dal franceseche significa “da prima” e tecnicamente applicato ai membri del nobiltà francese del antico regime (società francese pre-rivoluzionaria) dopo aver perso titoli e privilegi durante il rivoluzione francese. Nonostante la formale abolizione dei titoli nobiliari da parte del Prima Repubblica, la maggior parte degli aristocratici non ha accettato la legalità di questo trasferimento e ci sono ancora numerose famiglie in Francia con titoli aristocratici oggi. “Ci-devant” può essere paragonato a lingua inglese termine tardi (come in deceduto), in quanto esprime la morte (figurativa) della nobiltà durante l’agenda legislativa della Rivoluzione. Prima della Rivoluzione, il termine ci-avanti era un’espressione comune, sebbene allora fosse usata per riferirsi a aristocratici caduti in rovina finanziaria o sociale, vale a dire “persone o cose espropriate della loro proprietà o qualità”.[1]

Durante l’era rivoluzionaria, i connotati del termine erano strettamente dispregiativi, poiché era tipicamente usato da persone ostili alla nobiltà. Ad esempio, si potrebbe dire “le ci-devant comte” (“il conte di prima”) su qualcuno che deteneva il titolo di conte durante il antico regimema ora era, secondo la Rivoluzione, un semplice cittadino. Il termine potrebbe anche essere usato per riferirsi ad aree note per i loro alti livelli di simpatia monarchica o comunità aristocratiche, come les ci-devants de Coblencecon Coblence (Coblenza) essendo la città dove molti aristocratici esiliati erano fuggiti durante i primi due anni della rivoluzione e dove furono distillati molti dei loro primi piani per restaurare la monarchia. Centinaia di migliaia di uomini e donne francesi non aristocratici, che si opposero alla rivoluzione per motivi politici, culturali o religiosi, emigrarono anche all’estero tra 1789 e 1794 e che, alla fine, il termine ci-devant venne applicato anche a loro, indicando che la loro politica era “di prima”.

In francese, il termine conserva ancora questa connotazione negativa. Coloro che simpatizzano per gli scopi storici del controrivoluzionari o chi non desidera utilizzare una frase storica che viene fornita con così tante connotazioni e giudizi politici percepiti di solito usa la frase Vieille Noblesse (“Antica Nobiltà”) per riferirsi all’aristocrazia che esisteva prima del 1789 – oa coloro che oggi il cui lignaggio familiare risale a prima della Rivoluzione. In inglese, l’uso di ci-devant è meno chiaro. Si potrebbe fare riferimento ci-avanti nobiltà semplicemente per distinguerli dalla successiva nobiltà creata da Napoleone Bonaparte sotto il Primo impero francese o da Luigi XVIII e Carlo X sotto il Restauro borbonico.

Culturalmente, ci sono stati alcuni casi di ci-avanti utilizzato in modo positivo o comprensivo, principalmente da coloro che criticano la rivoluzione francese. Ad esempio, nel romanzo Il Pimpernel Scarlatto (1905), il aristocratico Baronessa Orczy si riferisce a “conti ci-devant, marchesi, anche duchi, che volevano fuggire dalla Francia, raggiungere l’Inghilterra o qualche altro paese ugualmente maledetto, e lì cercare di suscitare sentimenti stranieri contro la gloriosa Rivoluzione o di formare un esercito per liberare il miserabili prigionieri nel Tempioche un tempo si erano chiamati sovrani di Francia”.[2] Allo stesso modo, Giuseppe Corrado in Il Rover (pubblicato nel 1923, ambientato durante il periodo rivoluzionario francese e napoleonico) scrisse di un “cacciatore di ci-devant e preti, fornitore della ghigliottina, insomma un bevitore di sangue”.[3]

Guarda anche[edit]

Note e riferimenti[edit]


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