Ca’ Pesaro -Wikipedia


Museo d’arte, sito storico a Venezia, Italia

IL Ca’ Pesaro è un Barocco palazzo di marmo trasformato in museo d’arte, di fronte al Canal Grande Di VeneziaItalia.(1) Oggi è uno degli 11 musei gestiti dall’ Fondazione Musei Civici di Venezia sistema.

L’edificio è stato originariamente progettato da Baldassarre Longhena alla metà del XVII secolo la costruzione fu completata da Gian Antonio Gaspari nel 1710. Come a Longhena Ca’ Rezzonicoun doppio ordine di colonne colossali e colonnette che fiancheggiano finestre ad arco, reinterpretando un motivo di Jacopo SansovinoLonghena crea l’impressione del doppio logge estendendosi su quello principale Canal Grande facciata, sopra un audacemente bugnato seminterrato.

L’edificio(modificare)

Palazzo Pesaro, Venezia, Italia. Archivi del Museo di Brooklyn, Collezione d’archivio Goodyear

Il palazzo fu costruito nella seconda metà del XVII secolo per nobili e ricchi Famiglia Pesaroun progetto dell’architetto veneziano, Baldassarre Longhenache progettò anche la chiesa della Salute e Ca’ Rezzonico. I lavori iniziarono nel 1659 partendo dalla terra; il cortile fu completato nel 1676. Nel 1679 la facciata sul Canal Grande era già arrivata al secondo piano, ma quando Longhena morì tre anni dopo, il palazzo era ancora incompiuto. La famiglia Pesaro ne affidò poi il completamento Gian Antonio Gaspari che lo concluse nel 1710, secondo il progetto originario. Longhena si ispirò Sansoviniano classicismo nella progettazione di Ca’ Pesaro, creando espressioni di una nuova e sontuosa armonia, con la sua composizione complessa e potente, ma ben equilibrata. Il motivo sansoviniano è più esplicito al primo piano, con il chiaroscuro ritmo degli archi e delle colonne. Al secondo piano la facciata è arricchita da ornamenti nei pennacchi e nelle trabeazioni. L’androne, disposto lungo l’asse dell’intero edificio, contrasta con la chiarezza del cortile, articolato attorno al pozzo monumentale e chiuso da un terrazzo e da un porticato bugnato. Il palazzo conserva ancora alcuni dei affrescare e decorazioni ad olio dei soffitti di artisti come Bambini, PittoniCrosato, Trevisani E Girolamo Brusaferro. Le collezioni della famiglia Pesaro, come documentato negli archivi, dovevano essere ancora più notevoli, comprendendo opere di artisti come Vivarini, Carpaccio, Bellini, Giorgione, Tiziano, Tintoretto, così come altri famosi artisti veneziani del XVII e XVIII secolo. Questo grande patrimonio venne completamente disperso entro il 1830, anno della morte dell’ultimo membro della famiglia Pesaro, che mise all’asta gran parte della collezione nel Londra. Il palazzo passò prima alla famiglia Gradenigo e poi ai Padri Armeni Mechitaristi, che lo adibirono a collegio. Fu infine acquistato dalla famiglia Bevilacqua, e divenne proprietà della duchessa Felicita Bevilacqua La Masa. Fu lei a decretare l’attuale destinazione dell’edificio, donandolo alla città nel 1898, come Museo d’Arte Moderna.

Nel 1902, grazie al lascito della duchessa, il consiglio comunale decise di destinare il palazzo ad ospitare il Arte Moderna raccolta comunale, che era stata avviata nel 1897, quando venne realizzata la seconda Biennale di Venezia si è tenuto. Poco dopo, tra il 1908 e il 1924, fu utilizzato anche per ospitare le mostre della Bevilacqua La Masa, che, in vivace contrasto con la Biennale di Venezia, favorirono una generazione di giovani artisti, tra cui Boccioni, Casorati, Gino Rossi, Juti Ravenna E Arturo Martini. La collezione si arricchì negli anni di ulteriori acquisizioni e donazioni.

Museo d’arte moderna(modificare)

Ca’ Pesaro ospita collezioni di dipinti e sculture del XIX e XX secolo, oltre ad una sezione dedicata all’arte grafica.(2)

Museo d’arte asiatica(modificare)

Il piano superiore è dedicato al Museo d’Arte Orientale (Italiano: Museo Orientale), che ospita circa 30.000 oggetti, principalmente provenienti da Periodo Edo Giappone (armatura, inros, netsukee arte di Koryusai, Harunobu, Hokusai),(2) ma anche opere d’arte provenienti dalla Cina e dall’Indonesia. Questa collezione di oggetti orientali è stata riportata da un soggiorno in Asia da Principe Enrico di Borbone-Parma, Conte di Bardialla fine del XIX secolo, e lasciato in eredità allo Stato italiano.

Galleria(modificare)

Guarda anche(modificare)

Riferimenti(modificare)

link esterno(modificare)

45°26′25″N 12°19′52″E/45.440381°N 12.331145°E / 45.440381; 12.331145




Source link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto