Bruscitti – Wikipedia

[ad_1]
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

I bruscitti (letteralmente “briciole” in dialetto bustocco; in lingua lombarda bruscitt) sono un secondo piatto a base di carne di manzo tagliata finemente e cotta per lungo tempo. Altri ingredienti sono i semi di finocchio selvatico e il vino rosso. La pietanza, che è diffusa nell’Altomilanese, in particolar modo nella zona di Busto Arsizio di cui è originaria, e nel Verbano Cusio Ossola, è completata con l’aggiunta di polenta o di puré e può essere accompagnata da vini rossi ben strutturati quali Barbera, Barolo o Barbaresco.

Un piatto di polenta e bruscitti.

L’origine del piatto è riconducibile alla spolpatura totale delle ossa dei manzi, cioè al recupero di quelle parti che erano scartate dalle tavole dei più ricchi. Fino al boom economico, per i bruscitti si utilizzavano i tagli dell’animale più duri, che necessitavano di una più lunga cottura.

Nel 1975 a Busto Arsizio venne fondato, su iniziativa di Bruno Grampa, il Magistero dei Bruscitti, un’associazione che ha come intento quello di diffondere la conoscenza della cucina rustica bustocca. A capo dell’associazione vi è un “Maestro”. I “Maestri” che si sono susseguiti alla guida del Magistero sono stati: Bruno Grampa, Nino Miglierina, Ferruccio Pozzi Luraschi, Angelo Grampa, Ernani Ferrario[2] e Antonio Colombo[3].

Il 16 dicembre 2012 il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli ha attribuito la civica benemerenza al Magistero dei Bruscitti e ha istituito Ul dí di bruscitti[4] (che in dialetto bustocco significa “il giorno dei bruscitti”), che cade ogni secondo giovedì di novembre[5].


[ad_2]
Source link

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: