Anna Garofalo – Wikipedia

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Anna Garofalo (Roma, 19031965) è stata una giornalista e suffragette italiana.

Nata a Roma da una famiglia aristocratica, a soli 15 anni Anna si offre come infermiera volontaria presso un ospedale di smistamento per mutilati durante la Prima guerra mondiale.[1]

Fu lì che nacque il mio profondo orrore per la guerra. I segni di quel tempo non si sono più cancellati in me e hanno avuto influenza sulla mia formazione spirituale che – data l’età – era ancora incompleta. M’ero buttata nel lavoro a capofitto, con l’entusiasmo generoso e con l’idealismo che tutti portavamo allora nel cuore”.[2]

Negli anni del Ventennio, Anna Garofalo inizia la sua collaborazione come giornalista sul quotidiano “Il Mondo” diretto da Giovanni Amendola[3] ed entra in contatto con gli ambienti romani antifascisti di orientamento laico. Questa esperienza durerà poco, perché nell’ottobre del 1926 il periodico chiuderà per soppressione d’autorità.[1]

A partire dal settembre del 1944, e per otto anni, la Garofalo conduce una trasmissione radiofonica dal titolo “Parole di una donna” in cui tratta temi all’avanguardia per quel tempo, quali il gallismo, il rapporto uomo donna, il divorzio, l’Adulterio e la prostituzione[4]: tutti legati alla condizione della donna ed alla sua Emancipazione. Centinaia di donne comuni, tra cui Alba de Céspedes, Palma Bucarelli e Sibilla Aleramo, sono state ospiti di questa trasmissione radiofonica. La straordinaria esperienza di giornalismo radiofonico di Anna Garofalo sarà raccolta dalla casa editrice Laterza in un libro, pubblicato nel 1956 e dal titolo “L’Italiana in Italia”.[5]

  1. ^ a b Bruna Bianchi, Le donne, il voto, la pace negli scritti e nelle conversazioni radiofoniche di Anna Garofalo (1944-1950) (PDF), su core.ac.uk.
  2. ^ Anna Garofalo, In guerra si muore, Universale Editrice, Roma, 1945, p. 62.
  3. ^ Garofalo Anna, su www.150anni.it. URL consultato il 1º giugno 2020.
  4. ^ Paolo Fallai, Le grandi scrittrici del Novecento italiano tra Resistenza ed emancipazione, su Corriere della Sera, 10 marzo 2018. URL consultato il 1º giugno 2020.
  5. ^ Paolo Fallai, Parole armate, la Resistenza civile e politica delle donne, su Corriere della Sera, 10 marzo 2018. URL consultato il 1º giugno 2020.
  • Anna Garofalo, Angeli ribelli, Molfetta, Cooperativa Edirespa, L’altra Molfetta, 2001.
  • Anna Garofalo, Omaggio a Maria Montessori, [S.l, s.n, 1952.
  • Anna Garofalo, Non più considerate modelli da imitare, in Cinema nuovo.
  • Anna Garofalo, L’italiana in Italia, Bari, Laterza, 1956.
  • Anna Garofalo, Audrey new look, in Cinema nuovo.
  • Anna Garofalo, Marcella, in Cinema nuovo.
  • Anna Garofalo, La saggezza dei nonni: chi si vanta da solo… non vale un fagiolo, Eboli, Il saggio, 2013.
  • Carmela Flores e Anna Garofalo, Convivendo: percorsi tematici di educazione alla convivenza civile, Pozzuoli (NA), Ferraro.
  • Anna Garofalo, Cittadini si e no, Firenze, De Silva : La nuova Italia, 1956.
  • Anna Garofalo, Quel nome, in Mercurio.
  • Anna Garofalo, In guerra si muore, Roma, Universale editrice, 1945.
  • Garofalo Anna, su 150anni.it. URL consultato il 3 giugno 2020.
  • di Bruna Bianchi, Le donne, il voto, la pace negli scritti e nelle conversazioni radiofoniche di Anna Garofalo (1944-1950), pp. 18.
  • 8 marzo, Parole di una donna: Anna Garofalo, la giornalista che emancipò le donne della Guerra – Ulisse online, su ulisseonline.it. URL consultato il 3 giugno 2020.
  • L’italiana in Italia – Anna Garofalo – Google Libri, su books.google.it. URL consultato il 3 giugno 2020.
  • Mirko Grasso, Scoprire l’Italia: inchieste e documentari degli anni Cinquanta, Kurumuny Edizioni, 2007, ISBN 978-88-95161-07-5.
  • Silvia Franchini e Simonetta Soldani, Donne e giornalismo: percorsi e presenze di una storia di genere, FrancoAngeli, 2004, ISBN 978-88-464-5289-4.


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