Aisone – Wikipedia


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Aisone (Aison in piemontese, Aizoun in occitano) è un comune italiano di 224 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte.

Situato nella valle Stura di Demonte, parte del suo territorio si trova nel Parco delle Alpi Marittime che si raggiunge percorrendo la statale n. 21 del Colle della Maddalena, lungo la quale si possono osservare antiche abitazioni che in parte conservano tetti in ardesia.

Negli anni trenta, per proteggere le costruzioni dall’erosione, fu costruito un muraglione in pietra, esposto verso sud ed adiacente ad enormi rocce che formano grandi cenge ricoperte di pini e larici.

L’ampio vallone della Valletta, attraversando boschi, pascoli e laghetti alpini, permette di raggiungere il Parco delle Alpi Marittime, la conca delle Gùie, la Valle Gesso poste al confine con la Francia e il comune di Vinadio. Questa zona conserva caratteristiche paesaggistiche rurali arcaiche grazie ad alcune baite costruite con tetti in paglia e poste ai piedi di grandi spuntoni di roccia.

Il toponimo Aisone ha con probabilità origine dall’attività legata alla coltivazione della canapa fatta macerare negli isou, ossia in pozze d’acqua che in quel luogo dovevano essere numerose grazie alla vicina presenza dello Stura. Il toponimo potrebbe essere di derivazione occitana, vista la diffusa presenza della lingua occitana.

Fin dall’epoca longobarda vi operarono i monaci della potente abbazia di San Colombano di Bobbio ed al suo ricco feudo reale ed imperiale monastico[4][5][6], cui dipese l’abbazia di San Dalmazzo di Pedona.

Durante i primi anni del XX secolo, la popolazione ha subìto un forte calo a causa dell’emigrazione verso la Francia. Tra i monumenti di maggior pregio possiamo annoverare la parrocchiale dedicata alla Natività di Maria Santissima, costruita dai Benedettini sui resti di una chiesa più antica risalente al XIII secolo, e distrutta dalle armate francesi e Spagnole nel 1744. Nel territorio oltre alla parrocchiale vi sono i resti di un antico acquedotto in pietra che portava l’acqua alla Morra[7] di Aisone, dove era in funzione un mulino o un martinetto adiacenti ai quali sono stati rinvenuti resti di una presenza umana risalente al Neolitico.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del Comune di Aisone è stato riconosciuto con regio decreto del 15 novembre 1937.[8]

«Di verde, al campanile di azzurro, murato di nero, fondato in punta, cimato dalla alta cuspide di azzurro, munita della crocetta di nero, il campanile e la cuspide attraversanti la sbarra abbassata di argento, il campanile finestrato con finestrella di argento posta all’altezza della sbarra. Ornamenti esteriori da Comune.[9]»

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Feste e fiere[modifica | modifica wikitesto]

Forani[modifica | modifica wikitesto]

Vicino al comune si trova la frazione di Forani, la più popolata di Aisone e situata vicino alla Morra, ampia collina un tempo coltivata a cereali. Nella valle è conosciuta anche grazie alla popolare festa di S. Magno che si svolge la seconda domenica del mese di agosto (tenutasi sino al 2011 anno dell’ultima edizione). Vicino vi è anche un camping. Attualmente la frazione conta circa 8 abitanti. Inoltre Forani nel suo piccolo centro ha una piccola chiesa, all’interno decorata da dipinti antichi. La frazione non dista molto dal fiume Stura di Demonte e da alcuni lati è affiancata da boschi. Forani si trova tra i 850 m e 880 m di altitudine circa.
Forani è situata vicino ad una piccola collina chiamata dagli abitanti del luogo Perular e Perulot.

Una volta basata sull’agricoltura tradizionale, con particolare attenzione alle patate negli anni cinquanta, trae ancora oggi sostentamento dalle risorse sull’allevamento bovino e ovino, ma soprattutto dalla coltivazione di piccoli frutti e dall’attività turistica sostenuta dalla cucina tradizionale e dalla possibilità di lunghe escursioni a piedi durante la stagione estiva, mentre in inverno è possibile praticare sci di fondo.

  1. ^ Dato Istat – Popolazione residente al 31 agosto 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall’url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all’epoca carolingia
  5. ^ Eleonora Destefanis, Il monastero di Bobbio in età altomedievale.
  6. ^ C. Cipolla e G. Buzzi, Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all’anno MCCVIII, volumi I-II-III, in Fonti per la Storia d’Italia, Tipografia del Senato, Roma, 1918.
  7. ^ località Morra, in Archeocarta, 14 ottobre 2014. URL consultato il 16 maggio 2018.
  8. ^ Aisone, decreto 1937-11-15 RD, concessione di stemma, su dati.acs.beniculturali.it, Archivio centrale dello Stato, Ufficio araldico, Fascicoli comunali, busta 059, fascicolo 7844.
  9. ^ Comune di Aisone, Stemma e gonfalone, su comune.aisone.cn.it. URL consultato il 28 agosto 2021.
  10. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/
  • Il Piemonte paese per paese, Ed. Bonechi, 1993.




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